«Il segretario regionale del Partito Democratico Domenico De Santis ha perso un’occasione per evitare una brutta figura. Prima di intervenire su quanto accaduto a Canosa di Puglia, sarebbe stato opportuno verificare i fatti. Se lo avesse fatto, avrebbe scoperto che l’amministrazione comunale con in testa l’assessore Cristina Saccinto, in maniera bipartisan d’accordo con l’ANPI e la commissione toponomastica, ha promosso e condiviso un momento di alto valore istituzionale: un’iniziativa dedicata alle donne della Resistenza, culminata nella deposizione di una lapide, senza alcuna polemica e con spirito unitario. Una manifestazione che meriterebbe semmai riconoscimento, non una strumentalizzazione. Spiace constatare come, ancora una volta, si tenti di trasformare una ricorrenza che dovrebbe unire in un terreno di scontro politico. Prima di impartire lezioni, il segretario regionale chiarisca piuttosto come giudica il comportamento di iscritti del suo stesso partito che, durante una cerimonia ufficiale, hanno deciso di non cantare l’Inno nazionale. Una scelta che segna una distanza evidente da quel senso di appartenenza che le istituzioni dovrebbero sempre rappresentare. Questo non significa negare il valore storico e simbolico di altri canti legati alla Resistenza, ma serve equilibrio e rispetto: evitare letture ideologiche e riconoscere ciò che unisce, non ciò che divide. La Liberazione è patrimonio di tutti e va difesa anche da ogni tentativo di strumentalizzazione politica». E’ la dichiarazione rilasciata l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Ventola, nonché coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni nella Bat.


































