A quattro anni dalla tragica scomparsa è stata ricordata la memoria di Giuseppe Lenoci, deceduto all’età 16 anni durante uno stage di alternanza scuola–lavoro, nel corso del convegno promosso dall’ANMIL Nazionale, dalla cooperativa sociale ANMIL pro e dall’ANMIL di Fermo, insieme alla Città e la Provincia di Fermo nelle Marche. Commozione e partecipazione all’incontro dal titolo “Sei sicuro?” incentrato su dibattito e presentazione dei contenuti del libro “Operaicidio. Perché il lavoro uccide. Le storie, le responsabilità, le riforme” scritto a quattro mani dal magistrato Bruno Giordano, già Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e Marco Patucchi, giornalista de “La Repubblica”. Si è svolto nella mattinata odierna presso la Chiesa San Filippo Neri di Fermo con l’apertura dei lavori, moderati dalla testimonial formatrice Claudia Cutrignelli, dedicata alla presentazione del Progetto “Sei sicuro?” di ANMIL Pro destinato agli studenti del III, IV e V anno della scuola secondaria di secondo grado.
Toccante l’intervento di Angela Lenoci, zia di Giuseppe, lo studente che ha perso la vita il 14 febbraio 2022 a Serra de’ Conti (Ancona) , mentre viaggiava su un mezzo dell’azienda di termoidraulica, titolare del progetto di alternanza, a circa 100 chilometri da casa e senza l’accompagnamento del tutor. In un attimo si sono infranti sogni e speranze, “…Voglio che sappiate che non solo sono un numero, non solo una statistica sono un figlio, fratello, un amico che merita di essere ricordato e di essere onorato .Perché la sicurezza non è un’opzione è un diritto…” Lo scorso novembre, il procedimento sulla morte di Giuseppe Lenoci durante un tirocinio formativo, è stato archiviato: il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ancona ha accolto la richiesta di archiviazione, dopo una proroga delle indagini chiesta dal legale della famiglia. Per il gip non ci sono documenti che provino un divieto di trasferta per lo studente, tema sul quale la famiglia Lenoci aveva incentrato la propria battaglia sostenendo che Giuseppe non dovesse allontanarsi da Fermo, sede dell’azienda di termoidraulica presso cui svolgeva lo stage. Il quadro normativo dell’alternanza scuola-lavoro presenta “alcuni vuoti, alcune norme che purtroppo non si rispettano” mentre, l’aspetto formativo deve restare prioritario: “chi svolge un tirocinio non è un lavoratore a tutti gli effetti, ma uno studente che deve apprendere in condizioni di sicurezza.”
Nel corso della mattinata è seguita, con il coordinamento del dibattito a cura della dottoressa Caterina Luciani, la presentazione di “Operaicidio”: un testo che è destinato a fare storia negli studi sociali e umanistici che ruotano attorno al tema infortunistico nei luoghi di lavoro in Italia. “Operaicidio”: un neologismo, per definire la strage infinita del lavoro che uccide, una delle più dolorose in Italia. Una strage infinita dei morti sul (di) lavoro, una “guerra civile“ che non conosce vacanze. Uno scandalo perpetuato che il libro “OPERAICIDIO – Perché e per chi il lavoro uccide. Le storie, le responsabilità, le riforme” di Bruno Giordano e del giornalista Marco Patucchi indaga e denuncia, scandagliando responsabilità (civili, politiche, giudiziarie, mediatiche), proponendo soluzioni concrete di intervento e riforma. Gli autori hanno relazionato i contenuti del libro davanti agli studenti di diversi Istituti Superiori del territorio fermano, impegnati anche in attività di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro.
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