“Con un emendamento al decreto Milleproroghe abbiamo proposto di consentire ai Comuni, nell’ambito delle risorse già disponibili a legislazione vigente, la proroga o il rinnovo fino a 36 mesi dei contratti del personale assunto tramite il Concorso Coesione, laddove non sia stato ancora possibile procedere alla stabilizzazione. Si tratta di una misura di buon senso, a costo zero per la finanza pubblica, che mira a non disperdere professionalità già formate, oggi indispensabili per il funzionamento degli enti locali, soprattutto nei territori più fragili e nei piccoli Comuni del Sud e delle aree periferiche del Nord. +Il personale assunto ai sensi dell’articolo 1, comma 179, della legge n. 178 del 2020 svolge funzioni strategiche: attuazione del PNRR, gestione dei fondi di coesione, rafforzamento amministrativo. Interrompere questi rapporti di lavoro per meri vincoli temporali significherebbe indebolire ulteriormente la capacità amministrativa degli enti locali, già sotto pressione. L’emendamento non introduce automatismi né nuove spese, ma offre ai Comuni uno strumento di flessibilità responsabile, in linea con le norme già vigenti sulla stabilizzazione e nel rispetto degli equilibri di bilancio. Rivolgo quindi un invito chiaro al Governo guidato da Giorgia Meloni: accogliere questo emendamento significa sostenere concretamente i Comuni, garantire continuità amministrativa e valorizzare competenze pubbliche che lo Stato ha già selezionato e formato. In un momento in cui agli enti locali si chiedono efficienza, rapidità e capacità di spesa, sarebbe irresponsabile privarli delle risorse umane necessarie. Il Milleproroghe deve servire a risolvere problemi reali, non a crearne di nuovi.” E’ la dichiarazione rilasciata da Mario Turco, vicepresidente M5S e componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.


































