Non perdono tempo nella città di Andria, dove parte la mobilitazione a difesa del consumo di carne di cavallo. Nel pomeriggio dello scorso 16 febbraio 2026, su iniziativa di un gruppo di macellai e di consumatori di carni equine della città federiciana, si è costituito il Co.Di.Cav. (Comitato Difesa Carne di Cavallo). Il Comitato aderisce a UniPuglia, l’Associazione di Rappresentanza guidata dal sindacalista Savino Montaruli che in questi giorni sta prendendo una durissima posizione contro l’iniziativa di voler vietare il consumo di carne equina in Italia. Il Comitato chiede agli Organi di Informazione a voler dar voce alle legittime istanze di operatori economici e dei consumatori che intendono difendere il diritto al consumo di carne equina, anche in funzione delle elevatissime qualità nutrizionali contenute nel prestigioso ed antico alimento. Vietare il consumo di carne di cavallo in Italia: è ad oggi ancora e solamente una proposta ma già si levano gli scudi delle più importanti Associazioni di Rappresentanza. In Puglia è intervenuto il Presidente UniPuglia, l’andriese Savino Montaruli, strenuo sostenitore della bontà e delle proprietà nutritive della carne equina. Montaruli non solo evidenzia e ribadisce le proprietà che fanno della carne di cavallo: pregiata, ricca di proteine nobili ed apprezzata per l’elevato contenuto di ferro biodisponibile e vitamine del gruppo B, unitamente ad un basso tenore di grassi e colesterolo quindi altamente digeribile e ricca di Omega-3 che la rendono un alimento fortemente consigliato per sportivi, bambini, donne in gravidanza e soggetti anemici, ma anche ciò che la vendita di carni equine rappresenta per il territorio pugliese, in particolare per il barese e del Nord-barese. Queste le parole di Montaruli, peraltro residente in un territorio noto anche per una rinomatissima Sagra della Carne di Cavallo che, nel mese di maggio attira nella Città di Corato una quantità enorme di curiosi, buongustai, turisti ed avventori provenienti da tutta Italia: “vietare il consumo della carne di cavallo in Italia sembra essere una trovata propagandistica e populista, più che una scelta consapevole di salvaguardia. Una “guerra” ideologica senza fondamento che la Commissione Ambiente del Senato dovrebbe immediatamente rivedere nelle sue intenzioni di addivenire a tale divieto. Una strumentalizzazione, quella dei proponenti i due disegni di legge in Commissione, che rischia di avviare una campagna denigratoria ed assolutamente infondata, con un danno anche economico di enorme portata. Già in passato ci sono stati dei tentativi di utilizzare strumentalmente questo argomento per fini propagandistici e siamo fermamente convinti che anche in questa occasione a prevalere saranno le ragioni che tengano conto di quanto la carne di cavallo debba, invece, ottenere quel giusto riconoscimento per ciò che rappresenta nell’alimentazione umana ma anche per la cultura e la storia del nostro Paese. Una cultura fatta di generazioni – – conclude Montaruli – che si sono tramandate l’arte della lavorazione della carne di cavallo e che non può essere assoggettata a di bassa propaganda politica”


































