Giungono foto da Scandiano di Reggio Emilia e Collecchio di Parma dove nel menù del pranzo di Pasqua hanno scelto pane a prosciutto di Canosa di Puglia(Prodotto Agroalimentare Tradizionale) e salame di Felino (Indicazione Geografica Protetta) . “Un binomio perfetto” per l’antipasto che ha proposto fette di salame con un pane casereccio caratterizzato dalla mollica compatta bicolore: la tipica bianca e quella nera di grano arso che ne ha esaltato il gusto. Entrambi simboli di storia, di gastronomia ed identità dei territori che rappresentano un modo per riscoprire e riaffermare le origini e le radici a tavola. Mentre, una nota Coldiretti Puglia riporta che “ammonta a circa 150 milioni di euro la spesa dei pugliesi per imbandire le tavole di Pasqua, con sette su dieci che hanno scelto di festeggiare a casa propria oppure da parenti e amici, per il pranzo pasquale. A Pasquetta cresce la voglia di stare all’aria aperta tra agriturismi e picnic grazie al bel tempo e al clima tornato mite, dopo la violenta ondata di maltempo che ha colpito la Puglia nei giorni scorsi.”
La maggioranza dei pugliesi ha quindi puntato sulle tavolate domestiche con una media di sei invitati e per cucinare si sono dedicate circa due ore ai fornelli, con le uova protagoniste assolute del periodo pasquale quando si registra il picco dei consumi con circa dieci milioni di pezzi. Il simbolo della tradizione resta l’agnello presente in quasi la metà delle tavole tra case, ristoranti e agriturismi, un piatto che non è solo identità ma anche sostegno concreto ai pastori alle prese con l’aumento dei costi che mette in difficoltà i pascoli. Per Coldiretti Puglia : “Sulle tavole vincono le ricette tipiche delle diverse aree della Puglia a partire dal cutturiddu, preparato con agnello e erbe delle Murge, fino al benedetto con capocollo di Martina Franca, agrumi, ricotta, asparagi, taralli e uova sode, passando per l’incrapiata che arricchisce fave e cicorie con pane casereccio abbrustolito, accompagnata da cipolle rosse o peperoni verdi fritti.”
Nei dettagli Coldiretti Puglia comunica a che : “accanto alla carne non mancano i menu di mare –con baccalà fritto, primi con asparagi e gamberetti e le immancabili fritture di paranza, seppie e gamberi a completare una tavola che racconta tutta la ricchezza della tradizione pugliese.” Nelle conclusioni la nota aggiunge : “In scena il grande ritorno delle specialità locali della Puglia dai taralli glassati pasquali ai dolci di pasta di mandorla, con l’agnello di pasta reale – dalla “cupeta salentina” fino alle colombe agricole, le puddhriche leccesi e alle scarcelle baresi o squarcelle foggiane.” La promozione dei territori passa dalla valorizzazione e dalla tutela degli alimenti tipici, autentici e distintivi della tradizione gastronomica pugliese.
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