Situazione molto tesa nella città di Andria dopo la violenta rapina che ha visto vittima di criminali armati di pistole, fucili a pompa ed armi semiautomatiche un imprenditore al quale sarebbe stata sottratta un’ingente quantità di denaro. Domenica scorsa, all’ora di pranzo, tutto si è consumato in pochi minuti
quando la vittima dell’aggressione e della rapina si trovava in un agriturismo nelle campagne nel territorio tra Andria e Corato. Sempre attenti agli accadimenti che riguardano la sicurezza degli imprenditori, da UniPuglia tornano a chiedere coinvolgimento e soprattutto una strategia di contrasto alla criminalità che – dicono –
non sarebbe ancora in grado di creare quella rete di protezione irrinunciabile. A riguardo, il Presidente Savino Montaruli: “i protocolli non funzionano; le intese raggiunte tra pochi soggetti e sempre gli stessi, non funzionano; l’allarme ripetutamente lanciato dagli imprenditori e dalle loro Sigle di rappresentanza non vengono accolti o comunque producono interventi estemporanei e non continuativi. Le istituzioni e soprattutto le amministrazioni locali che dovrebbero esercitare azione
di coordinamento e dare fiducia a chi subisce le aggressioni continue, anche di microcriminalità, spesso sono completamente assenti ed assorte nella propaganda quotidiana che sovrasta persino la realtà. Eppure l’azione di soggetti come la nostra Associazione ma anche di alcuni ‘coraggiosi’ non è mancata. Evidentemente non si riesce a comprendere fino in fondo la natura dei fenomeni e quali le azioni di prevenzione e di contrasto. A gennaio scorso l’ennesimo allarme generale che vide in campo anche esponenti della chiesa locale, con don Riccardo Agresti che non usò mezzi termini per esprimere sconforto e preoccupazione. Anche in quella
circostanza, però, alle parole di don Riccardo non seguì alcuna reale presa di coscienza e le istituzioni locali hanno continuato a proseguire per la solita strada che porta al nulla. Le tragedia sfiorate sono tante e tutte sempre più preoccupanti. Non abbiamo bisogno di soggetti che si sveglino ‘a tempo’ per esprimere una stanchevole e futile solidarietà di facciata. No, c’è invece bisogno di un cambio di passo repentino e reale, – conclude il sindacalista Montaruli – che ancora non abbiamo visto neppure da lontano. Il Prefetto Anania prenda in mano la situazione, convochi tutte le Sigle e ci dica quale sia la reale condizione del territorio.”


































