Una gremita sala consiliare del Comune di Andretta, in alta Irpinia, ha ospitato la presentazione del libro “Le foto di un viaggiatore con il mal d’Africa” con l’autore Giuseppe Beltotto(classe 1941), fotografo “viaggiatore col mal d’Africa” come ama definirsi accompagnando i suoi reportage. “Per qualche recondita ragione, l’Africa era il luogo in cui ho sempre desiderato di andare. E quando ci sono riuscito a visitarla per la prima volta, sono rimasto senza fiato. Al punto da tornarci più volte.” Ha tra l’altro affermato in uno dei suoi interventi nel corso della serata che ha vissuto momenti “di cultura e di significativa crescita umana e spirituale” con la partecipazione del parroco Don Salvatore Sciannamea, del sindaco di Andretta Michele Miele e del Presidente della Pro Loco Pietro Guglielmo: “La bellezza e l’espressività della fotografia di Beltotto attraverso una coscienza storica dell’autore pugliese, immensamente vissuta e fedelmente trasmessa. La corretta lettura delle fotografie che si esprimono con il linguaggio universale dell’arte di Beltotto, decodificata e spoliata della sua misteriosità e della sua arcana capacità di seduzione.” Un viaggio lungo vent’anni in l’Africa raccontato attraverso lo sguardo, la sensibilità e l’obiettivo di un viaggiatore appassionato come Giuseppe Beltotto che in un confronto aperto con il pubblico ha fatto conoscere e scoprire luoghi, incontaminati e mete poco battute, persone, storie di vita e culture in uno straordinario percorso umano e artistico attraverso le immagini dei dieci viaggi : dalla Tanzania nel 1997 fino al Marocco nel 2017, passando in Mali, Etiopia, Uganda, Madagascar, Sudafrica, Botswana e Sudan. Parole e video che hanno raccontato i suoi viaggi in un intreccio di sensazioni e meraviglie naturali ed umane di un mondo ancora poco conosciuto e affascinante come l’Africa immortalata dagli scatti Giuseppe Beltotto, autentici e vibranti di intensità espressiva ed emotiva. La serata si è conclusa con il ricordo del piccolo Domenico deceduto a Napoli dopo un trapianto cardiaco, attraverso un minuto di raccoglimento, la preghiera e un abbraccio simbolico di vicinanza e cordoglio alla famiglia in queste ore di immenso dolore.



































