L’immagine di don Tonino Bello tra il quadro di San Francesco D’Assisi e la statua della Beata Vergine dell’Addolorata hanno fatto da cornice alla presentazione del libro “Don Tonino Bello – Uomo del Sud e dei Sud” per Edizioni Radici Future con la partecipazione dell’autore Sabino Zinni che ha dialogato con Andrea Pugliese in veste di moderatore. L’incontro che si è svolto lo scorso 25 marzo nella Basilica Cattedrale di San Sabino gremita di gente, ha visto gli interventi, tra gli altri, di: Mons. Felice Bacco per l’accoglienza e la condivisione delle virtù di Don Tonino Bello; Elia Marro, Presidente della Pro Loco Canosa; Mirella Malcangi, presidente della FIDAPA BPW Canosa; Riccardo Limitone, presidente di Italia Nostra; Antonio Cioci, presidente dell’Università della Terza Età e Don Michele Malcangio, parroco di Santa Teresa del Bambin Gesù.
Don Tonino Bello(Alessano 1935 – Molfetta 1993), dichiarato Venerabile da Papa Francesco nel 2021, ha lasciato di sé una impronta indelebile «difficilmente eludibile nella società contemporanea, da numerosi punti di vista: poeta, costruttore di pace, non violento, uomo di Dio e soprattutto uomo del Sud, luogo che lo ha visto nascere, formarsi e agire con quella partecipazione ‘innamorata’ che ha sempre caratterizzato il suo intervento in favore degli ultimi del mondo. Pienamente addentro ai processi di cambiamento, Don Tonino non si è limitato esclusivamente a contribuire al rinnovamento in ambito spirituale: il suo influsso ha permeato la sfera civile, culturale e persino politica della società, facendo di lui un ‘pastore scomodo’ ostinatamente schierato dalla parte dei più deboli.»
Rispondendo alle domande di Andrea Pugliese, l’autore Sabino Zinni ha tracciato un ritratto dell’uomo e del sacerdote «sulle cui orme si cerca di proseguire ancora oggi». Due date significative per comprendere la figura di don Tonino Bello e la sua visione di una chiesa povera, missionaria e vicina agli ultimi: il 10 agosto 1982 e 10 agosto 1991, nella ricorrenza di San Lorenzo, morto martire per Cristo. Nella prima data, don Tonino Bello è nominato Vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi e successivamente di Ruvo di Puglia: «Eccomi, cari fratelli. Nel giorno della presentazione di Maria al Tempio, mi presento anch’io a questo tempio umano, fatto di pietre vive, glorioso di tradizioni di fede e di impegno, carico di storia e di cultura. Accoglietemi come fratello e amico, oltre che come padre e Pastore. Liberatemi da tutto ciò che può ingombrare la mia povertà».Le prime parole alla sua comunità che conobbe ben presto il suo pensiero le sue azioni da vicino: «La Chiesa ha un compito e una competenza che nessuno ci può contestare, quello di schierarci con gli ultimi. E in questo momento gli ultimi siete voi». Mentre, il 10 agosto 1991, don Tonino Bello incontrò gli albanesi giunti l’8 agosto con la nave «Vlora» nel porto di Bari. Una vicenda che ha segnato la storia di Bari, della Puglia e dell’emigrazione in Italia con Don Tonino Bello che chiamava la sua Puglia «terra-finestra», perché, come ricordava Papa Francesco, «dal Sud dell’Italia si spalanca ai tanti Sud del mondo», cercando di “scoprire i volti” dei migranti.
Don Tonino Bello «un uomo straordinario che ha profondamente segnato l’esistenza e la coscienza di intere generazioni» ha tra l’altro dichiarato l’autore Sabino Zinni che a margine ha evidenziato di aver trascorso una «bellissima serata a Canosa di Puglia, in un luogo magico, suggestivo e carico di storia e di significato quale la cattedrale di San Sabino. A dialogare , con il caro amico Andrea Pugliese, della figura grandiosa e meravigliosa di don Tonino Bello, uomo e vescovo, a partire dal libro da me scritto su di lui. Uditorio numeroso, attento e partecipe, accoglienza ed ospitalità calorose del mio amico monsignor Felice Bacco. Organizzazione ben curata e preziosa di Elia Marro, presidente della Pro loco ,in collaborazione delle altre parrocchie canosine e dei loro parroci, delle locali sezioni di Fidapa, Italia nostra, Università della Terza Età e dei loro presidenti. Insomma proprio un bel momento, per me prezioso e spero, in qualche modo, proficuo per i partecipanti. Un Grazie sentito a tutte e a tutti».
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