Istituito con la legge n.92 del 30 marzo 2004, è stato celebrato il “Giorno del Ricordo”, solennità civile nazionale, in calendario il 10 febbraio di ogni anno. La data del 10 febbraio coincide con il giorno in cui, nel 1947, furono firmati i trattati di pace di Parigi che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia. Il 10 febbraio per “Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”
A Canosa di Puglia, la cerimonia commemorativa si è tenuta nel tardo pomeriggio odierno con la deposizione di una corona d’alloro in Via Martiri delle Foibe alla presenza delle autorità cittadine, militari, religiose, delle forze dell’ordine, dei rappresentanti delle associazioni d’arma, culturali e di volontariato del territorio. Hanno preso la parola, tra gli altri, il Sindaco di Canosa Vito Malcangio e il parroco Don Nicola Caputo per la benedizione e la “preghiera per i Martiri delle foibe” composta nel 1959 da Mons. Antonio Santin, Arcivescovo di Trieste e Capodistria : “““… Questo calvario, col vertice sprofondato nelle viscere della terra, costituisce una grande cattedra, che indica nella giustizia e nell’amore le vie della pace. Ebbene, Signore, Principe della Pace, concedi a noi la Tua pace. Dona conforto alle spose, alle madri, alle sorelle, ai figli di coloro che si trovano in tutte le foibe di questa nostra triste terra, e a tutti noi che siamo vivi e sentiamo pesare ogni giorno sul cuore la pena per questi Morti, profonda come le voragini che li accolgono…”””
Mentre, il referente del Comitato 10F “Norma Cossetto” dal 2005, Marco Tullio Milanese ha dichiarato : “““Il Giorno del Ricordo segna un passo importante nella pagina della storia d’Italia. Per quasi cinquant’anni ci sono state pagine bianche, soprattutto sul libro della dignità umana. Al netto della contestualizzazione storica, sulle cause e sugli effetti, le oltre 57mila vittime infoibate gridavano giustizia, chiedevano voce ed ora questa voce l’ha data una legge dello Stato ed una giornata dedicata al ricordo. Eravamo in pochi e con enormi difficoltà, in passato, a parlare di foibe e dell’esodo istriano, dalmate e giuliano perché erano vicende che, la storia scritta dai vincitori, ha volutamente tenuto nascosta o identificata come di parte; come se un morto fascista fosse di serie b. Il dato storico è che gli infoibati e gli esuli hanno solo pagato lo sconto di essere orgogliosamente italiani. Ora manca solo un passo importante; revocare l’alta onorificenza concessa dalla nostra Repubblica al maresciallo Tito, mentore e regista di questa triste e atroce pagina di storia alla quale, purtroppo, collaborarono anche parte dei partigiani italiani .””” La cerimonia del 10 febbraio per commemorare e ricordare affinché tali vicende storiche non vengano mai dimenticate e possano contribuire a rafforzare la coscienza civile e il senso di comunità.


































