Cresce l’attesa per la prima messa in scena della commedia “La fecàzze” a cura del Gruppo Teatro Don Bosco che si terrà sabato 7 febbraio presso il salone parrocchiale della Chiesa “Gesù Liberatore” di Canosa Alta. Lo spettacolo rientra nell’ambito delle attività “Teatro in Parroccchia” che uniscono comunità e arte. “Un’esperienza assolutamente formativa che ha l’obiettivo di favorire l’integrazione, la comunicazione e l’espressione di sé stessi attraverso esercizi di gruppo ed improvvisazioni, puntando a coinvolgere gli attori in un’avventura esperienziale, emotiva e di condivisione, materiale assolutamente esaustivo per la realizzazione di uno spettacolo.” Un titolo “La fecàzze”, in dialetto per richiamare una pietanza versatile comela focaccia che può essere usata in sostituzione del pane,oppure per arricchire il menù di una festa, un aperitivo o un buffet e perché no uno spettacolo teatrale. Gli interpreti e personaggi della commedia “La fecàzze” sono :Antonio Faretina (Savenille); Nunzio Quarto(Pasqualuccjie); : Nicla D’Aiuto(Felumène) Nicola Quarto(Coline); Costanza Papagna(Checchine); Nuccia Gazzillo(Rosine); Vito Diaferio(Gine u furnère); Sabrina Acquaviva(Belline); Alessandro Candio(Sindaco); Angela Cicciopastore(Leline). Regia ed arrangiamenti affidati ad Antonio Faretina e al Gruppo Teatro Don Bosco; la scenografia a Daniela Gazzilli, Gruppo Teatro Don Bosco, Gruppo Giovanissimi; regia audio e luci ad Attanasio Mazzone e Faretina Francesco Pio; trucco e parrucco ad El Peluquero di Mimmo e Laura. Mentre, Pasquale Di Monte e Nicola Fiore presenteranno la commedia “La fecàzze” in vernacolo che dalle anticipazioni rappresenta la viva espressione della cultura popolare, portando in scena la quotidianità, le tradizioni e le peculiarità locali attraverso l’uso del dialetto, lingua identitaria che crea appartenenza e familiarità. “La nostra prima commedia, che mi auguro vada in scena quanto prima e alla quale mi auguro seguiranno altre, è scritta ed interpretata in vernacolo canosino. Ha il sapore dei vecchi luoghi familiari, delle riunioni di comare intorno al braciere di casa dove i pettegolezzi diventano musica per chi recita e chi ascolta. Una perfetta fusione fra voci sussurrate e conversazioni rumorose.” Ingresso ore 19,30,sipario alle ore 20,00 di sabato 7 febbraio.
Riproduzione@riservata



































