La sede del Centro Anziani di Canosa di Puglia ha ospitato l’incontro sul tema “Affido, Cura, Coraggio e Comunità” che si è tenuto lo scorso 20 aprile con gli interventi : dell’assessore alle Politiche Sociali e al Welfare, dottoressa Maria Angela Petroni ; della dottoressa Annamaria Dascanio(Coordinatrice del Centro servizi per le Famiglie ATS), della dottoressa Ivana Mastrapasqua(Psicologa) e dell’ avvocato Lara Lamesta (Consulente Legale). Il secondo incontro ha focalizzato l’attenzione sul percorso di affido familiare organizzato dal Centro Servizi per le Famiglie attraverso approfondimenti e casi concreti sulle varie fasi operative, sugli attori coinvolti e le relazioni che si costruiscono lungo questo cammino così delicato. L’incontro si è aperto con una breve sintesi sull’affido familiare, istituto giuridico (Legge 184/1983 , modificata dalla Legge 149/2001) previsto per sostenere minori temporaneamente privi di un ambiente familiare idoneo, a causa di disagi o difficoltà della famiglia d’origine. L’articolo 1 della legge 149/01 precisa che i bambini hanno diritto di crescere ed essere educati nell’ambito della propria famiglia, ma quando si verifica la difficoltà da parte di quest’ultima nel prendersi cura di loro, i minori hanno il diritto di vivere, crescere ed essere educati in modo adeguato in un’altra famiglia, per tutto il tempo necessario.
Cui ha fatto seguito l’introduzione dei temi centrali programmati: informazione e primo contatto, segnalazione di disponibilità, valutazione idoneità, formazione e preparazione, abbinamento con il minore, inserimento graduale, accoglienza ed affido e sostegno continuo. Poi le relatrici sono entrate nel cuore del percorso di affido, analizzandone le diverse fasi: dalla segnalazione del minore ai servizi, alla valutazione della situazione, fino all’abbinamento con la famiglia affidataria più adeguata. È stato sottolineato quanto sia “fondamentale costruire un progetto educativo individualizzato, pensato su misura per i bisogni specifici del bambino o del ragazzo, e quanto sia importante un monitoraggio costante nel tempo, per accompagnare e sostenere tutte le parti coinvolte.” Il focus è stato l’approfondimento delle dinamiche relazionali che caratterizzano l’affido familiare. Al centro, la relazione tra il minore e la famiglia affidataria, che richiede tempo, ascolto e capacità di accoglienza. “Non meno importante è il rapporto con la famiglia d’origine, che va mantenuto e sostenuto quando possibile, nel rispetto della storia e dei legami del minore.” Sotto la lente la gestione delle difficoltà emotive, che possono emergere sia nei bambini sia negli adulti, evidenziando “l’importanza di riconoscerle e affrontarle con consapevolezza.” Nelle conclusioni sono stati analizzati gli aspetti giuridici ed operativi: dai provvedimenti del tribunale al ruolo dei servizi sociali, fino alle forme di tutela previste per garantire il benessere del minore. Un incontro ricco di spunti, che ha permesso di comprendere come l’affido sia un percorso fatto non solo di passaggi formali, ma soprattutto di relazioni, responsabilità condivise e cura. Informazione, confronto e sensibilizzazione sul tema dell’affido familiare per approfondire il valore della cura condivisa e del sostegno ai minori e alle famiglie in situazioni di fragilità.
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