Nell’Angelus del 1° gennaio 2026, nella solennità di Maria Santissima Maria Madre di Dio, nell’Ottava di Natale, Papa Leone XIV ha celebrato la Giornata Mondiale della Pace impartendo la benedizione “Urbi et Orbi”. Ci soffermiamo nelle parole in Piazza San Pietro nell’epilogo del messaggio, indirizzato a tutti, che consideriamo una grazia per tutto l’anno 2026, suggellato dalla santità francescana. “All’inizio di quest’anno, in cui ricorre l’ottavo centenario della morte di San Francesco, vorrei far giungere ad ogni persona la sua benedizione, tratta dalla Sacra Scrittura: «Il Signore ti benedica e ti custodisca; mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te; rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace». La Santa Madre di Dio ci guidi nel cammino del nuovo anno. Tanti auguri a tutti!”
Il testo della Sacra Scrittura
Il testo della benedizione è riportato nella Bibbia, nella Vulgata del Libro dei Numeri del V sec. a. C. al cap. VI, 24-26.
Benedicat tibi Dominus, et custodiat te.
Ostendat Dominus faciem suam tibi, et misereatur tui.
Convertat Dominus vultum suum ad te, et det tibi pacem.
La benedizione di San Francesco a frate Leone
Il testo biblico è riportato sapientemente nella benedizione di San Francesco d’Assisi a Frate Leone, scritta di sua mano, dopo l’impressione delle sacre stimmate sul monte La Verna nel 17 settembre 1224.
Frate Leone unico testimone del prodigio su La Verna, aggiunse con inchiostro rosso la nota che attesta la benedizione del padre Serafico a sé, “scripsit manu sua “, scritta di sua mano.
Benedicat tibi Dominus et custodiat te,
ostendat faciem suam tibi et misereatur tui.
Convertat vultum suum ad te et det tibi pacem.
Dominus benedicat te, f. Leo
Il Signore ti benedica e ti custodisca.
Mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
Volga a te il suo sguardo e ti dia pace.
Il Signore ti benedica, frate Leone.
Abbiamo celebrato l’anno scorso gli 800 anni di ricorrenza riscoprendo con la Biblioteca del Sacro Convento di Assisi la chartula, reliquia autografa originale custodita ad Assisi presso la tomba del Santo d’Italia e ricevendo in dignità sacra foto del documento, inserito in un’opera di studio che “è stata utile a tanti” come ci comunica l’Arcivescovo Metropolita di Benevento Mons. Felice Accrocca, studioso del Francescanesimo medievale.
Il quadretto della piccola pergamena benedetta
Il quadretto è stato donato alla Fraternità dell’OFS di Canosa alla Ministra Maria Lucia Fusaro tramite Maria Grimaldi, a Don Carmine Catalano per la Chiesa di San Francesco, a Papa Francesco con il fazzoletto ricamato dalla Casa del Merletto “Dominus bendicat te, ….”.
Con grande emozione di cui facciamo condivisione in “cultura ed evangelizzazione” e posiamo gli occhi sulla scrittura di inchiostro marrone scuro e rosso, della chartula dove San Francesco disegna il Tau croce biblico, piantato sul cranio di Adamo, che secondo la tradizione fu sepolto sul Golgota, che in ebraico significa “luogo del cranio”.
Abbiamo ricevuto da Assisi la pergamena benedetta di cui abbiamo fatto un quadretto scrivendo sul retro il testo in latino.
I sette verbi della benedizione
In chiave umana laica abbiamo ritrovato nei sette verbi al congiuntivo della benedizione i valori di custodia, misericordia, pace legami di fraternità fra tutti gli uomini e che possiamo riscoprire in Chiesa, a scuola, nella vita di relazione e di amicizia interpersonale e dei popoli.
Grati e fedeli a Papa Leone, vogliamo indirizzare allo stesso Santo Padre il verso finale della Chartutla della Benedizione di San Francesco, che scenda sulla Sua persona, nostro primo fratello di nome Leone in Cristo nella Chiesa e sulla terra.
Dominus benedicat te, f. Leo
Il Signore benedica Te, Fratello Leone.
…e così sia!
Giuseppe Di Nunno




































